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Criptovalute e guerra in Ucraina: Bitcoin si afferma come un rifugio sicuro

Dall’inizio della guerra in Ucraina e dalle varie sanzioni imposte dall’Unione Europea alla Russia, il mercato delle criptovalute è stato messo a dura prova. Dopo il crollo che ha seminato dubbi tra gli investitori all’inizio di febbraio, il mercato si sta finalmente riprendendo, in particolare dopo l’annuncio russo su Bitcoin.

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Dopo un lungo periodo di incertezza sul Bitcoin all’inizio dell’anno e lo spettacolare crollo del mercato durante l’offensiva russa contro l’Ucraina, il mercato delle criptovalute sta finalmente riprendendo colore. Bitcoin, infatti, è salito fino alla soglia dei 43.250 euro, con un incremento di oltre il 13% in cinque giorni.

Nonostante l’incertezza del mercato, gli speculatori avevano suggerito che le criptovalute avrebbero potuto essere utilizzate da ucraini e russi per effettuare trasferimenti internazionali di denaro in modo rapido e sicuro. Ed è chiaro che effettivamente è così. Kiev e le ONG che sostengono la popolazione ucraina hanno raccolto ben 24 milioni di dollari, di cui circa il 42% in Bitcoin, il 38% in Etherum e il resto in Stablecoin, principalmente USDC. Secondo la società Elliptic, specializzata in Blockchain, alcuni conti hanno registrato movimenti addirittura superiori al milione di dollari.

Il 26 febbraio il governo ucraino ha diffuso su Twitter l’indirizzo ufficiale dei propri wallet BTC ed ETH lanciando un appello internazionale per le donazioni. Questa iniziativa ha avuto un impatto diretto e rapido sul tasso di incidenza del mercato e ha inoltre spinto all’adozione massiccia della criptovaluta anche tra la popolazione locale.

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Anche i russi si affidano a Bitcoin per proteggere le proprie risorse finanziarie.

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Nonostante dall’inizio del conflitto il rublo abbia subito un calo rispetto al dollaro ormai superiore al 20%, gli scambi rublo > bitcoin mostrano un netto rialzo, suggerendo così un forte rialzo della crypto star nelle settimane e nei mesi a venire. Gli scambi avvengono principalmente sulla piattaforma Binance, cosa che non ha mancato di provocare la reazione di Mykhailo Fedorov, ministro ucraino della Trasformazione Digitale, che ha chiesto alle piattaforme di vietare i trasferimenti da indirizzi russi. A questa richiesta, Binance ha annunciato ufficialmente di non poter prendere in considerazione la richiesta.

Nonostante tutte queste spiegazioni, che dovrebbero in parte spiegare l’ascesa vertiginosa del mercato delle criptovalute, molti commentatori sottolineano il fatto che questa tendenza al rialzo è in definitiva l’effetto delle liquidazioni delle posizioni futures e della ripresa del “rally”. Per ora i crypto-investitori sperano in una ripresa oltre i 62.000 euro, tetto raggiunto lo scorso novembre, ma la strada da percorrere resta lunga e ancora irta di incertezze.