Territori connessi e digitalizzazione: un’economia in continua espansione

Territori connessi e digitalizzazione: un’economia in continua espansione

Fibra ottica, 5G, contatori intelligenti, IoT, stazioni di ricarica per veicoli elettrici, sistemi di sicurezza connessi… Il rapido sviluppo delle tecnologie digitali offre prospettive di crescita quasi illimitate in molteplici mercati.

Uno studio condotto dal Boston Consulting Group (BCG) per i grandi operatori europei di telecomunicazioni (ETNO) rivela che 300 miliardi di euro entro il 2027 gli investimenti necessari per raggiungere gli obiettivi di copertura dell’altissima velocità fissati dall’Unione Europea: 150 miliardi per portare la fibra ottica a tutti gli europei e 150 miliardi per diffondere il 5G ovunque, anche nelle zone rurali. Secondo questo studio, gli investimenti attuali dovrebbero quindi essere moltiplicati per 2,5 in sei anni!

Da parte sua, l’FTTH Council Europe prevede che il numero di abitazioni connesse alla fibra ottica (FTTH/B) nell’Unione Europea a 27 e nel Regno Unito aumenterà dagli attuali 118 milioni a 197 milioni nel 2026. Si tratta di un aumento previsto del 67% in cinque anni! In un blocco europeo esteso a 39 paesi, le previsioni prevedono un totale di 302 milioni di famiglie connesse alla fibra nel 2026, rispetto a 183 milioni nel 2021, con un incremento del 65%. Si prevede che Germania, Regno Unito, Paesi Bassi e Italia sperimenteranno la crescita più forte, con Francia e Spagna che saranno significativamente più mature in quest’area, e addirittura molto più avanti rispetto ai loro vicini europei.

La crisi Covid ha portato ad un aumento del traffico dati ma anche della domanda, il che porta gli investitori privati ​​ad accelerare notevolmente i loro progetti di implementazione di FTTH/B per sostenere il continuo aumento del traffico. Inoltre, il lancio dei programmi nazionali (infrastrutture e digitalizzazione) e i nuovi obiettivi digitali europei al 2025 e al 2030 promuovono l’accelerazione della connettività interamente in fibra in tutti i paesi europei.

Digitale, pilastro della ripresa europea

Al centro c’è anche la transizione digitale grande piano di ripresa europeo di 750 miliardi di euro. Nei piani nazionali di ripresa, gli Stati membri hanno l’obbligo di destinare almeno il 20% dei fondi stanziati dal piano “Next Generation EU” alla transizione digitale. E alcuni, come la Germania che è in ritardo, hanno pianificato di andare ben oltre questo minimo.

La copertura in fibra ottica e 5G sta stimolando gli investimenti oggi e la loro implementazione renderà possibili nuovi usi e altri sviluppi domani. Sanità connessa, domotica, edilizia intelligente, industria 4.0, città del futuro…. gli sviluppi tecnologici sono continui e gli usi di domani sono difficili da valutare oggi poiché il campo delle possibilità sembra ampio.

Secondo il Consiglio Europeo, il valore dell’economia dei dati nell’Unione Europea a 27 dovrebbe aumentare da 301 miliardi di euro nel 2018 a 829 miliardi di euro nel 2025. Entro il 2030, queste innovazioni dovrebbero essere integrate, con quelle che emergeranno per allora, in una generalizzazione città intelligenti.

Per quanto riguarda il mercato globale dell’IoT, si prevede che raggiunga 1.386 miliardi di dollari entro il 2026, rispetto ai 761 miliardi di dollari del 2020, con un tasso di crescita annuo superiore al 10%, secondo un recente rapporto di Mordor Intelligence. Per l’Europa, AT Kearney stima che l’IoT rappresenti un potenziale economico di quasi 940 miliardi di euro entro il 2025… E la società di strategia stima 80 miliardi di euro l’anno dal 2025 il mercato delle soluzioni tecnologiche da implementare in Europa per sfruttare appieno i vantaggi dell’Internet of Things.

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Nel settore energetico, la transizione sta stimolando la crescita. La penetrazione di contatori elettrici intelligentiin Europa, che permettono di controllare meglio i consumi energetici, dovrebbero aumentare dal 50% nel 2021 al 72% nel 2026, secondo la società di analisi svedese Berg Insight. Mentre alla fine del 2020 l’Europa contava quasi 150 milioni di contatori elettrici intelligenti, si prevede che supereranno i 227 milioni di unità nel 2026, con un incremento dell’84% in 6 anni. Con una crescita particolarmente forte nei paesi dell’Europa centrale, orientale e sud-orientale. A ciò si aggiunge il necessario adeguamento delle reti elettriche, lo sviluppo di nuovi metodi di produzione di energia verde o la realizzazione di infrastrutture di stazioni di ricarica per i veicoli elettrici. Quest’ultimo è diventato fondamentale affinché la mobilità elettrica possa davvero decollare la quota di mercato dei veicoli elettrici è raddoppiata in Europa.

Player specializzati nella distribuzione ai clienti finali

Con i grandi operatori di telecomunicazioni, IT o energia che si concentrano principalmente su soluzioni virtuali, software, di sviluppo e cloud, questa rapida evoluzione crea una crescente necessità per gli attori esterni di implementare tutte queste tecnologie fino all’“ultimo miglio”, nelle case e nelle aziende. Player in grado di offrire ai grandi operatori dei servizi digitali l’outsourcing di servizi locali, di installazione, manutenzione e aggiornamento, a beneficio dei clienti finali, dei privati ​​e delle PMI.

Si stanno avvicinando a questo mercato promettente utilizzando approcci diversi. Alcuni attori sviluppano competenze multimercato ma con una portata locale come Proxiserve, In Francia. Dopo essersi concentrata inizialmente sui mercati dei servizi domestici (riscaldamento ed elettricità), l’ex filiale di Veolia mostra ora ambizioni nel campo dell’eco-mobilità, con il acquisizione nel 2021 di ZEBorne, start-up specializzata in stazioni di ricarica per veicoli. Altri sono più internazionalizzati e operano principalmente a beneficio degli operatori di telecomunicazioni, realizzando e mantenendo le reti di telecomunicazioni fisse e mobili dei loro clienti (operatori, enti locali e major account), dalla progettazione delle architetture locali ai collegamenti finali, passando per la antenne. Questo è particolarmente il caso di Circuito, che ha costruito la sua crescita soprattutto sull’acquisizione di aziende dello stesso settore, e si sta sviluppando nei paesi del Benelux e in Germania, e ora negli Stati Uniti. Altri ancora hanno optato per la replica di un modello iniziale molto efficiente, adattandolo alle nuove offerte tecnologiche emergenti. È in particolare il caso di Solutions 30 che, forte dell’esperienza acquisita con l’ADSL nei primi anni 2000, oggi assicura l’installazione e la manutenzione di apparati in diversi settori: telecomunicazioni (fibra ottica, antenne di prossimità 5G), energia (contatore Linky, stazioni di ricarica per i veicoli elettrici), sicurezza (controllo degli accessi, ecc.)… Un modello che sembra affermarsi con una forte crescita ininterrotta dal 2005, in Francia, come in Europa. Una dimensione internazionale illustrata nel 2018 da un contratto da 70 milioni di euro/anno su cinque anni, firmato con l’operatore belga Telenet, dall’acquisizione della britannica Comvergent a fine 2020, o dalla firma di un contratto per la posa della fibra ottica in Italia per TIM.

Cifre che illustrano chiaramente l’enorme potenziale di crescita che, nei prossimi dieci anni, si apre agli operatori della diffusione, qualunque siano i settori dell’innovazione digitale considerati e qualunque siano le strategie adottate dagli stakeholder interessati, divenuti interlocutori essenziali tra l’offerta e domanda di servizi digitali.